Di Sara Giombolini

Se è vero che la diagnosi di celiachia impone nuove abitudini alimentari, è altrettanto vero che non limita la possibilità di condurre una vita piena e sana. Lo conferma Samuele Rossi, presidente dell’Associazione Italiana Celiachia – sezione Umbria, che offre un quadro chiaro della patologia: «Si tratta di una malattia autoimmune che si manifesta in seguito all’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti». Il glutine, presente in cereali come frumento, orzo e farro, provoca una risposta immunitaria anomala che danneggia la mucosa intestinale e, nel tempo, può compromettere l’assorbimento dei nutrienti e il benessere generale. Un tempo considerata rara, oggi la celiachia interessa circa l’1% della popolazione, ma solo un terzo dei pazienti ha ricevuto una diagnosi. «Questo significa che moltissimi convivono con la malattia senza saperlo – sottolinea Rossi – ed è per questo che la nostra priorità è diffondere informazione e promuovere la diagnosi precoce». Riconoscere la celiachia non è sempre semplice: i sintomi possono essere molto diversi e variare tra bambini e adulti. Nei più piccoli la malattia si manifesta con disturbi gastrointestinali, arresto della crescita e difficoltà nell’aumento di peso. «In questi casi – spiega Rossi – il pediatra ha un ruolo cruciale nel cogliere i primi segnali e avviare il sospetto diagnostico». Negli adulti, invece, la patologia può essere più subdola: stanchezza cronica, anemia, gonfiore addominale, alopecia o dolori ricorrenti sono i segnali da non sottovalutare. Quando il sospetto clinico è fondato, il percorso diagnostico è rapido: tutto parte da un semplice prelievo di sangue per la ricerca degli anticorpi anti-transglutaminasi. Nei bambini con valori molto elevati e sintomi tipici, la diagnosi può essere confermata anche senza gastroscopia, mentre negli adulti la biopsia intestinale resta essenziale per valutare il danno ai villi. In questa fase – raccomanda Rossi – è fondamentale non eliminare il glutine prima di completare gli esami: la normalizzazione degli anticorpi può rendere la diagnosi impossibile». Una volta ricevuta la diagnosi, non esistono vie di mezzo: «O si è celiaci, o non lo si è» precisa Rossi. Fortunatamente, la terapia è semplice e priva di effetti collaterali: una dieta rigorosamente priva di glutine, da seguire per tutta la vita. «Non servono farmaci – rassicura – né grandi rinunce». Accanto agli alimenti naturalmente privi di glutine, come carne, pesce, legumi, riso o miglio, oggi esiste una vasta gamma di prodotti appositamente formulati che permettono di gustare ogni piatto, anche il proprio preferito. L’impatto iniziale con questa patologia può spaventare, ma con le giuste informazioni la quotidianità torna presto alla normalità. «I primi giorni sono i più difficili – racconta Rossi – perché cambiano le abitudini in cucina e si teme di non poter più uscire a cena. In realtà bastano poche regole: separare gli alimenti, lavare bene stoviglie e superfici, evitare le contaminazioni. Non serve vivere nel terrore: la socialità si può e si deve mantenere». Mangiare fuori casa resta la sfida più frequente. Per questo AIC ha ideato il progetto “Alimentazione Fuori Casa”, una rete nazionale che certifica ristoranti, pizzerie, hotel e B&B in grado di garantire pasti sicuri. Tutte le strutture aderenti sono consultabili tramite l’app AIC Mobile, che mostra su mappa i locali certificati in Umbria e in tutta Italia.

Oltre alla promozione di una corretta alimentazione, l’associazione rappresenta una vera rete di sostegno umano e professionale. AIC Umbria collabora attivamente con ASL e istituzioni regionali, organizzando corsi di formazione per ristoratori, mense e operatori scolastici. Tra i risultati più significativi c’è l’ampliamento dell’utilizzo del buono mensile del Servizio Sanitario Nazionale, ora spendibile non solo in farmacia ma anche nei supermercati convenzionati, garantendo ai pazienti maggiore libertà e praticità.          A questa innovazione si affianca il “Borsellino Celiachia”, disponibile sull’app Umbria Facile: uno strumento digitale che permette di monitorare spese, prodotti e credito residuo direttamente dal proprio telefono. Un modo semplice, dunque, per favorire autonomia e consapevolezza.Interpellato su quale sia oggi la sfida più grande, Rossi non ha dubbi: individuare la malattia il prima possibile. «L’Italia è il primo Paese al mondo – afferma con orgoglio – ad aver introdotto uno screening pediatrico per celiachia e diabete di tipo 1, due patologie spesso correlate. Conoscenza, informazione e diagnosi tempestiva non devono spaventare – conclude Rossi – ma preparare: riconoscere la malattia presto significa prevenire complicanze e migliorare la qualità di vita, con beneficio per il paziente e per l’intero sistema sanitario». Informare, sostenere, convivere: queste sono le parole che meglio descrivono la missione di AIC Umbria, che da anni lavora per trasformare la celiachia da limite a opportunità di consapevolezza. Oggi la diagnosi non è più una condanna, ma un punto di partenza verso una vita piena, sana e serena.

Latest from alimentazione

Medicina e Cure in Umbria
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.