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“Lo faccio come lo so fare” Dott.ssa Lucia Urbani Osteopata. A cura de “Il Pellicano Onlus”

Una delle maggiori difficoltà che incontrano i pazienti affetti da DNA (Disturbo della Nutrizione e
dell’Alimentazione) è quella di relazionarsi con il proprio corpo. Per questo, all’interno del lavoro
d’equipe del Pellicano Onlus, viene data importanza alla ricerca di un nuovo modo di approcciare a
sé nell’ascolto e nel sentire.
Nell’individualità di ognuno, esiste una chiave diversa di accesso per entrare in contatto con sé e
con il proprio corpo; con la tecnica del fare consapevole possiamo aiutare i pazienti affetti da DNA
ad interrompere il circuito vizioso del pensiero trainante. Ognuno di loro sperimenterà, ricercherà
e troverà il suo modo di usare la tecnica nel momento del bisogno.
Primo step è quello di imparare ‘come funziona’: dedichiamo tempo ed attenzione all’anatomia e
alla fisiologia delle varie funzioni corporee simulando attraverso il movimento. Si tratta
dell’approccio dall’esterno meno coinvolgente, un diverso modo di vedere il corpo e le sue parti:
non scolastico, ma sperimentale che partendo dalla teoria arriva alla pratica.
Dopo la sperimentazione giocosa, si passa alla condivisione e al confronto del diverso vissuto
dell’esperienza stessa evidenziando il ‘fatto a modo proprio’ piuttosto che il ‘fatto bene’ o ‘fatto
male’. Si cerca così di ammorbidire la potente forza giudicante caratteristica delle persone affette
da DNA, rimarcando il valore dell’individualità.
A questo punto si chiede di ascoltare le sensazioni fisiche, inizialmente solo corporee andando
gradatamente alla scoperta delle manifestazioni sul corpo della risposta emotiva, guidando i
pazienti alla condivisione e alla comprensione di quello che succede loro supportati dalla teoria
dell’anatomia e della fisiologia. Un passaggio alternato tra osservazione di sé e osservazione
esterna che porta gradatamente i pazienti all’ascolto e alla distinzione delle risposte corporee
fisiologiche da quelle emotive.
Con il tempo e l’allenamento i pazienti impareranno a condividere le loro sensazioni relative
all’esperienza. Guidati dal conduttore saranno in grado di comprendere ed avere consapevolezza
delle proprie risorse riuscendo a dare anche un nuovo valore al proprio limite. L’obiettivo è quello
di far acquisire loro una maggiore autostima facendo loro scoprire e comprendere che anche tutto
quello che sembra non funzionare nasconde dei lati positivi.
Avviene così che gradatamente i pazienti acquisiscano maggiore padronanza delle proprie risorse a
sostegno del percorso di cura in un approccio multidisciplinare.

Dott.ssa Lucia Urbani  Osteopata D.O.

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