//

Donald Triplett, morta la prima persona al mondo ad aver ricevuto la diagnosi di autismo: aveva 89 anni

E’ stato il «Caso 1» nella storia della diagnosi dell’autismo. Da adulto è diventato un influente caso di studio su come le persone con autismo possono trovare la realizzazione. 

Donald Triplett è morto nella sua casa di Forest, una piccola città del Mississippi centrale, all’età di 89 anni in seguito ad un tumore. 

Era nato a Forest l’8 settembre 1933 da Mary McCravey Triplett, un’insegnante di inglese del liceo la cui famiglia possedeva una banca locale, e da Beamon Triplett, un avvocato che aveva studiato alla Yale Law School.

Donald sembrava vivere in un mondo a parte rispetto alla sua famiglia e al resto della società. Non rispondeva agli altri bambini. Usava il linguaggio in modi che suggerivano significati privati, assegnando numeri in modo inspiegabile alle persone che incontrava e ripetendo frasi misteriose come «potrei mettere una piccola virgola o un punto e virgola» e «attraverso la nuvola scura che brilla».

Aveva una mania per altri comportamenti ripetitivi, tra cui far girare oggetti rotondi come le pentole. Se uno dei suoi vari rituali veniva interrotto, faceva capricci distruttivi. Aveva capacità altrettanto sconcertanti per chi lo circondava. Poteva rispondere senza esitazione al risultato della moltiplicazione di 87 per 23; poteva cantare canzoni con un’intonazione perfetta dopo averle ascoltate una sola volta. Si diceva che avesse calcolato il numero di mattoni della facciata del suo liceo solo con uno sguardo. 

Nell’agosto del 1937 i genitori mandarono Donald in una struttura statale per bambini in una città del Mississippi chiamata “Sanatorium”: gli facevano visita solo due volte al mese e il bambino passava le giornate in modo svogliato, a volte addirittura immobile. All’epoca era comune che i bambini con gravi problemi psicologici venissero istituzionalizzati in modo permanente. Ma dopo circa un anno, i genitori di Donald insistettero per farlo tornare a casa. Lo portarono subito da un medico di Baltimora di nome Leo Kanner.

Il dottor Kanner aveva fondato la prima clinica di psichiatria infantile degli Stati Uniti presso la Johns Hopkins University. Inizialmente, non sapeva come descrivere la condizione del bambino. Il medico aveva studiato il concetto di autismo sviluppato dallo psichiatra svizzero Eugen Bleuler, che negli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale lo aveva usato come termine per indicare il totale auto-assorbimento di alcuni pazienti schizofrenici.

Con Donald, il dottore Kanner tratteggiò un disturbo che comprendeva abitudini ripetitive ossessive, «un’eccellente memoria routinaria» e l’incapacità di relazionarsi «in modo ordinario» con le altre persone.

I numerosi appunti presi da Beamon Triplett per descrivere al dottor Kanner le condizioni del figlio, divenne la base di quello che oggi è noto come disturbo dello spettro autistico. 

Con gli anni, Donald Triplett non ha mai smesso di avere ossessioni, di parlare meccanicamente e di faticare a sostenere una conversazione. Si è diplomato non solo al liceo ma anche, nel 1958, al Millsaps College di Jackson, nel Missouri, dove ha studiato francese e matematica. 

Le competenze che gli mancavano da adolescente le ha acquisite a 20 e 30 anni. Imparò a guidare l’auto, ad esempio, e si spostò con una Cadillac di sua proprietà. Trovò lavoro come contabile presso la locale Bank of Forest, di cui il nonno era stato fondatore. Con l’aiuto di un agente di viaggio di Jackson, riuscì a fare vacanze da solo in paesi di tutto il mondo.

La sua notevole autosufficienza è diventata una storia nazionale negli Stati Uniti grazie ai giornalisti John Donvan e Caren Zucker, che hanno scritto un articolo sulla vita di Triplett per «The Atlantic» nel 2010. Da quell’articolo è nato un libro, «In a Different Key: The Story of Autism», finalista al Premio Pulitzer nel 2017 per la saggistica, e a un documentario dallo stesso titolo trasmesso dalla Pbs lo scorso anno.

 

Fonte il Il Messaggero

Latest from Curiosità