Influenza stagionale: siamo completamente alla mercé dei virus?

medicina e cure - frutta per prevenire influenza

Le nostre scelte alimentari, lo stile di vita, la qualità del sonno, l’idratazione, lo stress sono alcuni dei fattori che condizionano fortemente la nostra salute; ma si tratta dei cosiddetti fattori modificabili, ovvero fattori su cui tutti noi possiamo intervenire al fine di realizzare vantaggi concreti tanto sul piano della prevenzione delle malattie infettive quanto sul loro monitoraggio.

Dal punto di vista alimentare e nutrizionale, una delle più comuni alterazioni che intervengono nel renderci sicuramente più vulnerabili, sono le cosiddette ipovitaminosi. Si tratta di carenze vitaminiche non gravi e rappresentano una delle condizioni più diffuse nei Paesi industrializzati per le quali si possono individuare tre delle principali cause: la rovina e l’impoverimento dei terreni di coltivazione, che subiscono gli effetti dell’inquinamento, della produzione intensiva e dell’uso di diserbanti; un’alimentazione industriale e raffinata; la disbiosi intestinale, ovvero l’alterazione e lo squilibrio con declino della componente batterica benefica dell’individuo.

Essendo alcune vitamine come la vitamina C e la vitamina A essenziali alla risposta immunitaria, e altre come la vitamina E e D fondamentali per le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, si dimostra già cruciale il ruolo di questi nutrienti nel potenziamento delle difese dell’organismo. Le carenze nutrizionali dovute a basso apporto o malassorbimento possono quindi compromettere la nostra capacità di autodifesa.

È questa una delle principali ragioni che devono convincerci a consumare ogni giorno frutta e verdura fresca e di stagione. La stagionalità non è una caratteristica accessoria o secondaria: vegetali di stagione sono naturalmente più ricchi di vitamine e altri composti bioattivi essenziali alla salute, non necessitano di fitofarmaci in aggiunta per la crescita, la maturazione e il mantenimento e vengono di norma consumati in un arco di tempo più ristretto, aspetto altrettanto fondamentale poiché la qualità nutrizionale di questi cibi decade dal momento della raccolta in avanti.

La disbiosi intestinale 

Il tratto gastrointestinale umano è colonizzato da un complesso ecosistema di microrganismi che costituiscono nel loro insieme il microbiota intestinale.

I microrganismi intestinali benefici hanno numerose funzioni fondamentali alla nostra salute quali, ad esempio, la produzione di vari nutrienti, la difesa contro le infezioni causate da agenti patogeni intestinali e la modulazione di una normale risposta immunologica. Pertanto, un organismo affetto da un’alterata composizione del microbiota intestinale è maggiormente esposto a diverse malattie, tra cui quelle di natura infettiva. Cause principali di disbiosi sono date da un’alimentazione sbilanciata, intolleranze, allergie alimentari, tossine ambientali, etc. In questo panorama le ipovitaminosi, in particolare le carenze di vitamina D e di β – carotene (precursore della vitamina A nei vegetali), si collocano come causa di disbiosi, in quanto è stato definito un ruolo importante di questi microrganismi anche per l’assorbimento e l’apporto dei nutrienti dal cibo. L’alterazione dell’ecosistema microbico intestinale è stato dimostrato essere alla base di infiammazione, condizione che sfocia in malattie infiammatorie croniche intestinali, aumento ossidativo, aumento dello squilibrio delle citochine infiammatorie e immunomodulatorie, alterazione della funzione di barriera intestinale.

Proteggere l’equilibrio del nostro intestino attraverso una sana alimentazione e un sano stile di vita che, assolutamente comprende attività fisica, si traduce pertanto nel potenziamento delle nostre difese.

Non solo vitamine

Dal punto di vista delle scelte alimentari, possiamo intanto concentrarci appunto sul rafforzamento dell’equilibrio intestinale attraverso il consumo di prebiotici e di vegetali. Difatti, non solo vitamine ma anche la fibra alimentare che troviamo in frutta e verdura viene utilizzata dal nostro microbiota, favorendone la composizione, la crescita e le attività. Inoltre, nel mondo vegetale, la presenza di alcuni minerali è altrettanto preziosa in quanto, ad esempio, zinco e selenio sono essenziali rispettivamente per la difesa immunitaria e la difesa molecolare. Per questa stagione invernale, al fine di aumentare le nostre difese, possiamo concludere che, a tavola, dovremmo sempre portare frutta di stagione come arance, kaki e kiwi, verdura di stagione quale radicchio rosso, carciofi e broccoli, bulbi come agli, porri e cipolle e, così facendo, automaticamente, apporteremo anche ottime fonti prebiotiche, antiossidanti e antimicrobiche.

Componiamo il piatto: un classico invernale

Radicchio rosso (fonte di fibra), arance (fonte di vitamina C), noci (fonte di selenio), bruschetta con aglio (fonte di allicina con attività antibatterica, antivirale e antimicotica), olio extravergine di oliva e una strizzata di succo di agrumi.

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