Di Sara Giombolini

 

Oggigiorno non basta più curare: bisogna arrivare prima. È proprio con queste parole che ci accoglie il dottor Tiziano Scarponi, Presidente dell’Associazione umbra Cuor di Leone, che negli ultimi anni ha ridefinito il significato stesso di prevenzione cardiovascolare, spostando il baricentro dall’intervento alla consapevolezza. Si tratta di una trasformazione silenziosa, ancora in evoluzione, che ambisce a costruire una cultura della salute capace di anticipare la malattia, anziché inseguirla una volta che si è manifestata. L’associazione, nata nel 1992, ha mosso i primi passi con una vocazione prevalentemente assistenziale. Per lungo tempo Cuor di Leone ha rappresentato un punto di riferimento per pazienti reduci da eventi cardiaci anche severi, offrendo riabilitazione, supporto e strumenti per ricostruire una quotidianità sostenibile. Questo impegno si è consolidato nel tempo attraverso iniziative concrete sul territorio, donazioni e spazi dedicati, come la palestra tuttora attiva, pensata per accompagnare il paziente oltre la fase acuta verso un mantenimento stabile della salute. Con il passare degli anni, tuttavia, l’orizzonte si è progressivamente ampliato. Non è cambiata la missione — ancora saldamente ancorata alla cura della persona — ma il suo raggio d’azione. “Ho sentito l’esigenza di spostare l’attenzione non solo su ciò che accade dopo un evento, ma su ciò che possiamo fare prima che quell’evento si verifichi”, spiega il dottor Scarponi. Troppo spesso, infatti, alla società contemporanea sfugge proprio questo nodo cruciale: la prevenzione primaria, pur ampiamente promossa, fatica ancora a essere realmente interiorizzata nelle abitudini quotidiane. A partire da questa consapevolezza, l’associazione ha sviluppato nel tempo un piano di lavoro articolato, promuovendo incontri sugli stili di vita e affrontando con chiarezza temi solo apparentemente marginali — come l’igiene del sonno e il controllo pressorio — che rappresentano invece pilastri fondamentali nella costruzione di uno stato di salute solido e duraturo. Il concetto stesso di salute si è così evoluto, superando l’idea riduttiva di semplice assenza di malattia o di parametri nella norma, per includere dimensioni spesso trascurate come la socialità, la qualità delle relazioni e il benessere percepito. Le iniziative più recenti dell’associazione sono state pensate proprio per agire non solo sul piano clinico, ma sull’equilibrio complessivo della persona.Questa visione ha trovato una concreta espressione nel 2025, anno segnato dall’inaugurazione della nuova sede, che ha consentito di ampliare le attività e dare spazio a nuove iniziative orientate all’invecchiamento attivo: corsi di ascolto musicale guidato, percorsi di mindfulness e le ormai consolidate “passeggiate del cuore”. Esperienze che, oltre al loro valore aggregativo, si configurano come veri e propri strumenti di prevenzione, capaci di incidere concretamente sul benessere complessivo. Nello stesso anno è avvenuta anche la fusione con l’associazione per la prevenzione delle cardiopatie congenite: questo ha ulteriormente esteso l’orizzonte di intervento, portando Cuor di Leone a occuparsi della salute cardiovascolare lungo tutto l’arco della vita, dall’età evolutiva all’anzianità, con l’obiettivo di costruire un percorso senza fratture tra prevenzione e cura. Accanto a queste prospettive promettenti, restano tuttavia criticità strutturali: le liste d’attesa, le difficoltà della continuità assistenziale e le incertezze legate al nuovo piano sanitario regionale delineano un sistema ancora fragile. È in questo contesto che il contributo del terzo settore assume un ruolo sempre più rilevante per la comunità, attraverso la promozione di iniziative sempre più inclusive. Tra le più recenti, il progetto del territorio cardioprotetto ha rappresentato un importante investimento in termini di energie e competenze, consentendo la diffusione dei defibrillatori, la formazione dei cittadini e il coinvolgimento attivo dei familiari dei pazienti, in stretta collaborazione con le istituzioni. L’obiettivo è ridurre il tempo tra evento e intervento, portando gli strumenti salvavita nei luoghi della quotidianità e, soprattutto, mettendo le persone nelle condizioni di saperli utilizzare. Non si tratta solo di sensibilizzazione e formazione, ma di un vero e proprio cambiamento culturale.

Un cambiamento che si inserisce in uno scenario in continua evoluzione, in cui il progresso tecnologico ridefinisce modelli e processi organizzativi, facendo emergere con forza una tensione sempre più evidente tra innovazione e centralità della persona. Se da un lato l’evoluzione verso la telemedicina, i servizi digitali e il fascicolo sanitario elettronico apre nuove opportunità in termini di accesso e gestione della cura, dall’altro porta con sé il rischio concreto di ampliare le disuguaglianze, lasciando indietro le fasce più fragili e anziane della popolazione. È proprio in questo equilibrio delicato che risiede una delle sfide più attuali e complesse della medicina contemporanea: la tecnologia può rappresentare un alleato prezioso solo se accompagnata da adeguati percorsi di formazione e da una reale consapevolezza del suo utilizzo. Senza questo passaggio, il rischio è che il progresso si traduca in distanza, anziché in prossimità. Per questo motivo, la relazione umana resta un elemento centrale e imprescindibile: il rapporto medico-paziente continua a rappresentare il cuore della cura e spesso va oltre la semplice possibilità di guarire, accompagnando la persona lungo tutto il percorso di malattia. Integrare innovazione e umanità diventa quindi non solo auspicabile, ma necessario, per costruire una medicina che, pur evolvendosi, sappia restare profondamente umana. Ed è proprio all’interno di questa relazione, fatta di fiducia e consapevolezza, che la prevenzione trova il suo terreno più fertile. Non esistono formule magiche né scorciatoie — conclude il dottor Tiziano Scarponi — perché la prevenzione quotidiana è più accessibile di quanto si pensi e non richiede prestazioni da atleta: evitare il fumo, mantenere un peso adeguato, controllare i propri valori e muoversi ogni giorno con costanza sono gesti essenziali che, nel tempo, fanno davvero la differenza. Sono azioni apparentemente semplici, ma proprio per questo difficili da mantenere. Eppure, è nella loro ripetizione quotidiana che si costruisce una prevenzione autentica e duratura, capace non solo di farci vivere più a lungo, ma di vivere meglio.

 

CONTATTI ASSOCIAZIONE CUOR DI LEONE

Presidente: Dr. Tiziano Scarponi

Via Cristoforo Colombo, 9/b – 06127 Perugia

cellulare: 375 7061160

Pec: associazionecuordileone@pec.it

email: associazione@cuordileone.org

sito: www.cuordileone.org

facebook: associazione cuor di leone

 

 

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