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Punto Rosa, al fianco delle donne che affrontano il tumore al seno

«Dal negativo può nascere del buono. Quando ti massacrano il corpo, quando stai male, quando non ce la fai, vedi tutto nero, ma da questo può nascere anche del bello».

E qualcosa di bello è nato davvero. Nel 2009 ha preso vita ad Assisi, Punto Rosa, fondato dalla presidente Silvana Pacchiarotti e dal dottor Luciano Carli, chirurgo senologo). Si tratta di un’organizzazione di volontariato a sostegno di donne che hanno o che hanno avuto un tumore al seno: qui condividono la loro esperienza, guardano avanti e mai si voltano indietro.

«Se speri da sola è un grande dono, se speriamo insieme è realtà. Questo è il nostro slogan, è la filosofia dell’associazione, perché lottare insieme è come avere una mano che ti sorregge, è farsi aiutare da tutte a portare un peso e ad affrontare la paura, che purtroppo c’è, ed è normale, ma che se vissuta da sola spaventa di più» spiega la presidente Pacchiarotti.

Punto Rosa – che conta un centinaio d’iscritte tra Umbria e altre zone d’Italia – regala alle donne un’assistenza non solo a livello umano, ma anche concreta, per affrontare le diverse fasi della malattia tumorale, garantendo figure di riferimento con percorsi medici, psicologici, fisioterapici e nutrizionali.

«La presenza dell’associazione al loro fianco vale il 50% delle cure, l’altro 50% è mettersi in mani sicure e adeguate, affidandosi a medici preparati e attenti. Le donne, dopo un primo confronto con noi e con il chirurgo, hanno un altro sguardo, un’energia pazzesca che le porta ad affrontare la malattia e le tante paure. Perché la paura di non farcela c’è sempre! Per affrontare il lungo percorso abbiamo creato anche un calendario dove ognuna dipinge le 12 tappe della malattia: dalla scoperta fino alla rinascita, passando per le difficili scelte da fare. Inoltre, non sentirai mai dire da nessuna di noi: Ho sconfitto il cancro, perché il cancro non si sconfigge, ma si tiene sotto controllo. Si affronta cercando di coglierne il meglio. Noi ci ripetiamo sempre: Nulla viene a caso, accogliamo persino questo e la vita può cambiare in meglio. In meglio cambia sicuramente il nostro seno che dopo l’intervento di ricostruzione diventa più bello e del quale siamo molto orgogliose. Ci fa sentire veramente belle!» prosegue Silvana Pacchiarotti.

La bellezza e la voglia di rinascere vengono sprigionate anche attraverso numerosi laboratori, che nel corso degli anni sono cresciuti e diventati degli appuntamenti fondamentali: tra questi il laboratorio di pittura e il gruppo di Girovagando, che organizza camminate di gruppo. Entrambi sono gestiti dalla vicepresidente Stefania Carloni.

«Voglio anche ricordare il laboratorio di teatro con il regista Lorenzo Dionigi, con il quale abbiamo messo in scena lo spettacolo Siamo ancora noi, portandolo in giro per vari teatri e piazze dell’Umbria. Questa rappresentazione e questo percorso hanno avuto per noi un significato profondo: abbiamo studiato, ci siamo analizzate e conosciute un po’ meglio. Ci ha dato la forza di spingerci di nuovo fuori dalla nostra zona di comfort e di esibirci sul palcoscenico. La stessa forza è arrivata dal calendario fotografico realizzato da Marco Agabitini, che prima di scattare le foto ha voluto conoscere la storia di ognuna di noi per trasmettere al meglio il nostro vissuto. Il corso di postura con la modella Laura Cartocci, invece, ci ha fatto riscoprire e valorizzare il corpo mutilato dalla malattia, dalla sofferenza e dalla violenza. Abbiamo organizzato, la scorsa estate, due serate a Santa Maria degli Angeli, indossando abiti e accessori dei negozianti della zona, il tutto in unione con le associazioni angelane, la Proloco e il comune di Assisi, così da poter dare il nostro contributo al rilancio dell’economia locale. Infine, da tre anni siamo state letteralmente prese per mano dai Cantori di Assisi che ci coinvolgono nei loro eventi: per noi è veramente motivo di orgoglio» racconta con entusiasmo la presidente.

La storia di Silvana Pacchiarotti racchiude sofferenza, fede e rinascita, ma soprattutto voglia di volare come le sue amate farfalle, che per questo sono diventate il simbolo dell’associazione.

Silvana Pacchiarotti

«Il nostro logo è la farfalla, animale che mi ha accompagnato durante la mia malattia. Ho avuto un carcinoma molto forte con conseguente asportazione della mammella e quando stavo male, essendo molto religiosa, pregavo tanto e ho avuto diversi segni dalla Madonna: ad esempio, mi è apparsa in sogno la data dell’intervento prima che me la comunicassero e intorno a me vedevo sempre tante farfalle anche fuori stagione. Ho sentito un filo diretto con la fede che mi ha indicato la rinascita. Anche per questo vorrei fondare, all’interno del Punto Rosa, un centro multireligioso, che possa aiutare chi affronta questo difficile percorso attraverso la preghiera del Dio in cui crede. Infine dico a gran voce che la prevenzione è fondamentale perché, un conto è affrontare un problema quando sta per insorgere e un altro scoprirlo troppo tardi; è un tumore che colpisce donne dai 30 ai 50-60 anni quindi iniziare i controlli non è mai troppo presto» conclude Silvana.