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Hikokomori e isolamento sociale. Quando il mondo fa paura

Alcuni giorni fa, scorrendo Instagram, ho visto un post della Dottoressa Lea Moscoloni, che parlava di Hikikomori.

Il termine Hikikomori, molto in voga in questo periodo, ma non sempre abbastanza conosciuto, deriva dal verbo hikikomorou che può essere tradotto come “ritirare sé stessi in un posto chiuso”.
Risiede infatti proprio in questo il cuore dell’Hikikomori: una scelta che la persona fa in modo consapevole nel ritirarsi dalla società e dagli ostacoli che essa impone.

Questa condizione, osservata inizialmente in Giappone ma ritrovata poi anche in Europa e nel resto del mondo, ha come caratteriste principali uno stile di vita centrato sulla casa (più spesso una sola stanza), la mancanza di interessi per la scuola o il lavoro e una durata di almeno 6 mesi.
Nonostante inizino ad esserci innumerevoli casi, si tratta di una condizione che deve essere ancora molto approfondita, per quanto riguarda le sue cause, il decorso ma anche il trattamento.

Sono in special modo adolescenti e giovani adulti a ricorrere a tale situazione per non sentire il peso della società. Per questo è una condizione che include non solo il soggetto che la riporta, ma anche tutto lo sfondo familiare a lui collegato, ed è proprio tutta questa rete che viene presa in carico al momento del trattamento.

Proprio perché si tratta di una condizione  diffusa ma ancora poco conosciuta, noi di Medicina e Cure abbiamo voluto intervistare la Dottoressa Moscoloni, per avere maggiori informazioni sull’argomento, cercando  di capire, quali fattori possono influenzare questo isolamento sociale, che priva l’individuo di ogni interazione con il mondo esterno

Di seguito, trovate l’intervista completa.

Per qualsiasi ulteriore informazione, chiarimento o appuntamento in presenza o online la Dottoressa Moscoloni è reperibile ai seguenti contatti:

 

Dottoressa Lea Moscoloni Psicologa

Cell. 3669914550

mail : leamoscoloni.psi@virgilio.it

 

 

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