Né troppo su, né troppo giù

Pandemia, una parola che abbiamo ascoltato fino allo sfinimento. Sarebbe più esatto parlare di sindemia, perché alla pandemia in termini di virus si è accompagnato il disagio psichico, quello sociale e quello economico. In particolare ora, quando sembra che in termini medici il peggio sia stato ormai oltrepassato, ci troviamo a fare i conti con gli effetti di lungo termine a carico della psiche. E nel contempo sarà necessario ritrovare la via per vivere serenamente. Servono presidi immateriali, abilità e competenze che devono essere implementate in ciascuno di noi. 

Cominciamo dalla parola mastery. Mastery significa padronanza, è lo stato mentale che sentiamo quando abbiamo la sensazione di saper regolare efficacemente le nostre emozioni

Un buon senso di mastery è quello che ci permette di muoverci in modo fluido, tra i due limiti estremi della finestra di tolleranza, rispondendo agli eventi esterni senza eccessi di attivazione (iperarousal) e senza cadere nell’inerzia (ipoarousal).

È la condizione di padronanza interiore che ci consente di mantenerci abbastanza sereni davanti alle tempeste della vita, in grado di attivare strategie efficaci per farvi fronte. Se poi per caso le disavventure fossero molto serie, allora il senso di mastery ci permette di ritornare all’interno della finestra di tolleranza anche se per un po’ la avessimo oltrepassata.

Per mantenere e implementare il senso di mastery, abbiamo a disposizione tre livelli di possibilità:

  1. Al primo livello il nostro aiutante sarà il corpo: alleandoci con esso potremo imparare a scaricare la tensione accumulata oppure a riattivare l’energia vitale. Qui ci sarà di aiuto lo sport, il massaggio, la danza, le tecniche di rilassamento, le pratiche termali, le tecniche di respirazione consapevole, il buon sonno, il buon cibo, passeggiare all’aperto, immergerci negli ambienti naturali, tutto ciò che ci aiuta a riportare nel nostro corpo sensazioni ed emozioni diverse dalla tensione e dall’angoscia. 
  2. Al secondo livello il nostro sistema di recupero lo possiamo cercare nelle relazioni con gli altri. Prima di tutto con i nostri cari, con le persone con cui abbiamo una relazione di intimità. Possiamo offrire e chiedere conforto: un prolungato abbraccio, un contatto corporeo, una carezza, una cura speciale per il nostro corpo, una gentilezza, e poi, andando verso aree meno intime, il contatto di sguardo o di parola, il condividere emozioni, scherzare insieme, praticare insieme un hobby o un’altra attività significativa.
  3. Al terzo livello, l’autoregolazione può transitare per una via interiore, con la meditazione, con la scrittura autobiografica, con forme di dialogo riflessivo funzionale, con l’espressione e l’elaborazione di contenuti psichici mediata da strumenti e pratiche artistiche.

Queste strategie consentono di tornare all’interno della finestra di tolleranza e di recuperare un senso di controllo e di padronanza, a seguito di un periodo di disregolazione. Il secondo e, ancor più, il terzo livello sono quelli a cui si lavora nel colloquio psicoterapeutico. 

Questo testo è stato rielaborato dall’autrice a partire dall’articolo Dopo il covid: padronanza, agentività e fiducia, pubblicato nella rivista «Rocca» n. 18 del 15 settembre 2021.

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