Di Sara Giombolini | Articolo per www.medicinaecure.it
La nascita di un bambino segna anche la nascita dei genitori. Quando però quel bambino arriva prima del tempo, accanto alla gioia si affacciano anche molti dubbi, incertezze e paura. Paura di ciò che non si conosce, paura di un futuro che improvvisamente sembra meno chiaro di quanto si fosse immaginato. Eppure, entrando nella Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Santa Maria di Terni, si scopre una realtà diversa, fatta di competenze, tecnologia e umanità che lavorano insieme per accompagnare i neonati più piccoli nei loro primi passi di vita.
A raccontarlo è la dottoressa Federica Celi, direttrice della struttura complessa di Pediatria, Terapia Intensiva Neonatale e Neonatologia e capo dipantimento. Qui arrivano i bambini più fragili, spesso nati molto prima del termine della gravidanza, a volte con un peso inferioru al mezzo chilo.
Tra tecnologia e sensibilità: la cura dei più fragili
Prendersi cura di loro significa lavorare con strumenti sofisticati ma anche con una grande sensibilità: ogni gesto deve essere preciso, delicato e finemente calibrato. Monitor, respiratori e incubatrici — che ricreano un microclima simile a quello dell’utero materno — sono strumenti fondamentali per sostenere questi neonati nei primi giorni di vita, ma non sono gli unici protagonisti di questo percorso.
Accanto alla tecnologia c’è un lavoro fatto di attenzione quotidiana, competenze specialistiche e presenza umana. Anche se nell’immaginario comune la prematurità è spesso associata alla fragilità, la realtà che si incontra entrando nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale è più complessa — e anche più luminosa — di quanto si possa immaginare. Qui non si curano soltanto i neonati più fragili: si costruisce ogni giorno un percorso di cura in cui tecnologia, esperienza clinica e attenzione alle persone si intrecciano.
L’umanizzazione delle cure e il ruolo della famiglia
Negli ultimi anni la neonatologia ha conosciuto un’evoluzione profonda, non solo nelle tecnologie e nelle terapie disponibili, ma anche nello sguardo con cui si affronta la cura di questi neonati. Accanto alla precisione delle cure mediche si sta affermando sempre di più il principio dell’umanizzazione della cura, un approccio che riconosce quanto il benessere ambientale, relazionale ed emotivo possa contribuire al percorso di cura dei piccoli pazienti.
Questa attenzione però non riguarda soltanto i neonati, ma si estende all’intero nucleo familiare. In TIN, infatti, accanto ai bambini vengono accolte anche le loro famiglie. Il ricovero di un neonato prematuro può durare settimane o, nei casi più complessi, anche mesi, trasformando il reparto in uno spazio di vita condiviso in cui medici, infermieri e genitori condividono il percorso di cura del bambino. Durante questo tempo si crea spesso un legame molto forte tra il personale sanitario e la famiglia, fatto di fiducia, sostegno e presenza quotidiana.
| “I genitori vengono incoraggiati a restare accanto al proprio bambino il più possibile, perché la loro presenza non rappresenta soltanto un conforto emotivo, ma è parte integrante della terapia.” |
Il contatto, la voce e la serenità che riescono a trasmettere hanno infatti un effetto concreto sul benessere del neonato, aiutandolo ad affrontare il percorso giorno dopo giorno e a crescere attraverso quei piccoli progressi quotidiani che, in terapia intensiva neonatale, rappresentano spesso conquiste importanti.
Oltre la medicina tradizionale: l’ingresso della musicoterapia
Se è vero che la cura passa anche dall’ambiente, allora ogni dettaglio può fare la differenza. È proprio da questa consapevolezza che nella Terapia Intensiva Neonatale di Terni, accanto alle terapie tradizionali, ha trovato spazio anche la musicoterapia.
Una musicista specializzata, attraverso suoni e strumenti che richiamano quelli percepiti dal bambino prima della nascita, lavora con i neonati e con i loro genitori, con risultati molto incoraggianti: i piccoli pazienti si rilassano più facilmente, la frequenza cardiaca diventa più stabile e i cicli di sonno appaiono più regolari.
Una rete assistenziale sinergica
La cura dei neonati prematuri non si esaurisce però tra le pareti di un singolo reparto. Dietro il lavoro quotidiano della TIN esiste infatti una rete regionale di collaborazione tra la struttura di Terni e quella di Perugia. Le due realtà lavorano in costante sinergia, condividendo competenze e supportandosi nei casi più complessi o nei momenti di maggiore affluenza. Un sistema che permette di garantire ai neonati più fragili e alle loro famiglie un percorso di cura coordinato, sicuro e capace di adattarsi alle diverse necessità cliniche.
Il ritorno a casa: il follow-up e il supporto territoriale
Quando arriva finalmente il momento di tornare a casa, il percorso di cura cambia forma ed entra in una nuova fase. Per molti neonati prematuri inizia infatti un nuovo capitolo, supportato da una rete efficiente e solida di professionisti e servizi territoriali. La dimissione non è un passaggio improvviso, ma un momento preparato con cura nel quale i genitori assumono un ruolo attivo e cruciale: vengono formati dal personale sanitario sulle esigenze specifiche del bambino, dalla gestione delle eventuali terapie alla nutrizione, fino agli stimoli utili per favorirne lo sviluppo nei primi mesi di vita.
Nei casi più complessi, quando il neonato rientra a casa con supporti come ossigeno o ventilazione assistita, viene attivato un sistema di assistenza che coinvolge il pediatra di libera scelta, i servizi territoriali e il personale sanitario dell’ASL. Il follow-up rappresenta un elemento fondamentale: permette di monitorare la crescita e lo sviluppo nel tempo e di intervenire precocemente quando necessario.
Accanto agli aspetti clinici, viene dedicata molta attenzione anche al sostegno emotivo delle famiglie, Nel caso serva, il reparto si avvale della collaborazione degli psicologi dell’azienda ospedaliera, che affiancano i genitori in una fase della vita spesso delicata e carica di cambiamenti.
Il futuro della neonatologia
Sebbene la prematurità resti una condizione delicata, la neonatologia contemporanea è oggi in grado di affrontarla con strumenti sempre più efficaci e umani. I progressi scientifici, le nuove tecnologie, le terapie e i modelli di cura sempre più integrati hanno profondamente trasformato il modo di prendersi cura di questi bambini. Questi percorsi raccontano quanto la medicina, quando unisce ricerca, organizzazione e attenzione alla persona, possa trasformare anche le situazioni più fragili e complesse.
INFO E CONTATTI UTILI
- Struttura: Pediatria e neonatologia-UTIN (Unità Terapia Intensiva Neonatale) – Ospedale Santa Maria di Terni
- Direttrice: ssa Federica Celi
- Ubicazione: Piano 1, Ala Sud
- Telefono TIN-Neonatologia: 0744 205045
- Email: neonatologia@aospterni.it

