Di Sara Giombolini
La farmacia non è più soltanto il luogo in cui si ritira una ricetta. Oggi è un presidio di salute diffusa, un punto di accesso stabile e riconoscibile che opera in stretta sinergia con il Servizio sanitario nazionale. A raccontare questa trasformazione è il Dr. Stefano Monicchi, presidente di Federfarma Umbria, che individua una linea di confine netta tra prima e dopo: la pandemia.
«La farmacia è diventata il riferimento immediato per i cittadini – spiega – sempre aperta, vicina, facilmente raggiungibile. In molti territori, soprattutto quelli più interni, non esistono alternative reali». Un cambiamento che ha ridefinito non solo il ruolo della farmacia, ma anche quello del farmacista. Alla dispensazione del farmaco, che resta centrale, si è affiancato un sistema articolato di servizi orientati alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla presa in carico continuativa del paziente. Formazione e competenze si sono ampliate, dando vita a un modello capace di rispondere a bisogni di salute sempre più complessi.
La fiducia dei cittadini – storicamente elevata – si è ulteriormente rafforzata. Per molti anziani che vivono soli, la farmacia rappresenta un punto di ascolto e orientamento quotidiano. Per la popolazione generale, è una porta di accesso rapida a servizi come glicemie estemporanee, elettrocardiogrammi refertati in tempi brevi e controlli di primo livello, con standard qualitativi elevati. Parallelamente, la prevenzione ha assunto un ruolo sempre più centrale: screening cardiovascolari, valutazioni diabetologiche e campagne vaccinali – dal Covid all’antinfluenzale – hanno dimostrato quanto la prossimità possa fare la differenza.
Un impulso decisivo è arrivato anche dalla telemedicina. In farmacia oggi si eseguono elettrocardiogrammi, holter pressori e cardiaci, telemonitoraggi con refertazione da parte di cardiologi specializzati. Molti di questi esami sono erogabili a carico del Servizio sanitario nazionale, contribuendo a ridurre le liste d’attesa e a limitare gli spostamenti, soprattutto nelle aree interne.
La digitalizzazione ha ulteriormente accelerato il cambiamento. Con l’introduzione del Fascicolo sanitario elettronico, accessibile anche in farmacia, diventa possibile consultare il dossier farmaceutico del paziente: «avere in tempo reale la storia terapeutica del paziente – sottolinea Monicchi – migliora qualità, tempestività e accuratezza degli interventi».
Tra le innovazioni più significative in termini di personalizzazione della terapia spicca senza dubbio il deblistering: i farmaci orali vengono riconfezionati in blister settimanali, suddivisi per giorni e fasce orarie. Un supporto concreto per anziani e caregiver, che riduce errori e dimenticanze e consente un controllo immediato dell’assunzione. L’Umbria è stata la prima regione ad attivare questo servizio, con risultati incoraggianti: maggiore aderenza terapeutica, riduzione degli sprechi, minori complicanze e uso più efficiente delle risorse. La preparazione avviene nei laboratori delle farmacie, nel rispetto delle norme di buona preparazione, garantendo qualità e sicurezza.
Un altro importante pilastro che contraddistingue il modello umbro è la collaborazione quotidiana tra farmacia e medico di medicina generale. Un dialogo costante che permette risposte rapide, soprattutto per i pazienti fragili e per chi vive nei territori più decentrati. La presenza capillare delle farmacie, molte delle quali erogano anche servizi a domicilio, le rende presidi non solo sanitari, ma anche sociali.
In questo scenario si inserisce con assoluta centralità anche la figura dell’infermiere di prossimità, grazie al quale elettrocardiogrammi, holter, medicazioni, iniezioni e tamponi vengono eseguiti con standard elevatissimi, supportati da macchinari certificati e refertazione specialistica. Agli elevati standard di servizio si affianca un investimento strutturato sul capitale umano e sulla qualità delle relazioni. «Dopo la pandemia – racconta l’infermiere Francesco – il rapporto con i cittadini si è fatto ancora più stretto, basato su una fiducia crescente e su un dialogo quotidiano».
Federfarma Umbria guarda ora al futuro con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la farmacia dei servizi, coinvolgendo nuovi professionisti come fisioterapisti, nutrizionisti e psicologi. Le sfide non mancano: la più importante, conclude Monicchi, sarà portare sempre più la sanità a domicilio, dalla gestione integrata dei pazienti fragili alle collaborazioni con il terzo settore, dalla consegna dei farmaci alla personalizzazione delle terapie direttamente nelle abitazioni, fino allo sviluppo della televisita, uno strumento ancora poco diffuso ma cruciale per le famiglie delle aree interne.
Innovazione, prossimità e integrazione professionale diventano così le parole chiave del nuovo modello di farmacia umbra: un presidio sanitario di comunità che ogni giorno porta la buona sanità sotto casa, a misura di paziente e di territorio.
Dr. Stefano Monicchi
Presidente Federfarma Umbria
Via Corcianese, 234/C – Perugia
Tel. 075 5186577
E-mail: info@federfarmaumbria.it
Se vuoi, nel prossimo passo posso:

